Storia dell'Alfa Romeo 155

Dettagli

CostruttoreItalia Alfa Romeo

Tipo principale Berlina

Produzione dal 1992 al 1997

Sostituisce la Alfa Romeo 75

Sostituita da Alfa Romeo 156

Esemplari prodotti 192.618

Dimensioni e massa

Lunghezza 4.443 mm

Larghezza 1.730 mm

Altezza 1.440 mm

Passo 2.540 mm

Massa da 1.204 a 1.400 kg

Assemblaggio Stabilimento di Pomigliano d'Arco e Stabilimento di Arese solo per il primo anno

Stile Ercole Spada I.De.A Institute per il Centro Stile Alfa Romeo

Altre antenate Alfa Romeo Giulietta 1977

Altre eredi Alfa Romeo 159

Stessa famiglia: Alfa Romeo 145, 146, Spider 1995 e GTV

L’Alfa Romeo 155 (numero di progetto 167) è una berlina di segmento D costruita dalla casa automobilistica Alfa Romeo tra il 1992 e il 1997 (tuttavia rimase in produzione fino a marzo 1998 nelle versioni 1.7 Twin Spark, 1.9 e 2.5 Td). È stata la prima media a lasciare le linee di montaggio dello stabilimento Alfa Romeo di Arese dove venne prodotta in circa 700 unità per continuare la produzione nello stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco


Motorizzazioni

1.7 Twin spark cilindri in linea 1.748 Benzina 85 kW (116 CV) @5.800 giri/min 153 N·m @5.000 giri/min 1993-1998

1.8 Twin Spark 4 cilindri in linea 1.773 Benzina   93 kW (126 CV) @6.000 giri/min 165 N·m @5.000 giri/min 1992-1997

1.8 Twin Spark 16v 4 cilindri in linea 1.747 Benzina 103 kW (140 CV) @6.300 giri/min 165Nm a 4000 giri/min 1996-1997

1.6 Twin Spark 16v 4 cilindri in linea 1.598 Benzina  88 kW (120 CV) @6.300 giri/min 144Nm a 4500 giri/min 1996-1996

2.0 Twin Spark 4 cilindri in linea 1.995 Benzina 104 kW (141 CV) @6.000 giri/min 186 N·m @4.000 giri/min 1992-1997 

2.0 Twin Spark 16v 4 cilindri in linea 1.970 Benzina 110 kW (150 CV) @6.200 giri/min 186 N·m @2.500 giri/min 1995-1997 

2.0 Turbo 16v Q4 4 cilindri in linea 1.995 Benzina 137 kW (186 CV) @6.000 giri/min 293 N·m @2.500 giri/min 1992-1997 

2.5 V6 6 cilindri a V 2.492 Benzina 120 kW (163 CV) @5.800 giri/min 216 N·m @4.500 giri/min 1992-1997

1.9 Td 4 cilindri in linea 1.929 Diesel 66 kW (90 CV) @4.100 giri/min186 N·m @2.400 giri/min 1993-1998

2.5 Td4 cilindri in linea2.500Diesel92 kW (125 CV) @4.200 giri/min294 N·m @2.000 giri/min 1993-1998

L'Alfa Romeo 155 nelle competizioni


L'Alfa Romeo 155 GTA

Nel 1992 venne prodotta, in onore della Giulia GTA, la 155 GTA: trazione integrale permanente, motore 2 litri turbo con testata plurivalvole capace di erogare 400 CV, intercooler raffreddato con getto d'acqua nebulizzato, cambio 6 marce e impianto frenante derivato dallaFormula 1. Questa meccanica era in gran parte basata su quella della Lancia Delta Integrale Evoluzione, che dominava i rally proprio nello stesso anno. Il design della vettura fu affidato a Carlo Gaino dello studio Synthesis design. Con questa vettura l'Alfa Romeo gareggiò nel Campionato Italiano Superturismo conquistando il titolo con Nicola Larini e occupando i primi 4 posti in classifica frutto di 17 vittorie ottenute dai suoi piloti nell'arco delle 20 manche disputate.

Nel 1993 però i regolamenti cambiarono, e la 155 GTA divenne inutilizzabile per il Campionato Italiano Superturismo. Fu utilizzata perciò come base per la costruzione della 155 V6 TI, rispondente ai regolamenti FIA classe D1: spinta da un motore 2.500 V6 – con angolo tra le bancate di 60º, che erogava oltre 420 CV a 12.000 giri/min – e dotata di una sofisticata trazione integrale, la V6 TI era a tutti gli effetti unprototipo con telaio tubolare e cambio sequenziale. L'Alfa Romeo partecipò al DTM 1993 con 4 vetture, battendo la concorrenza tedesca di Mercedes-BenzOpel e BMW. La 155 V6 TI vinse gran parte delle gare (12 su 20) ed il campionato costruttori, mentre Nicola Larini si laureò campione tra i piloti. Contemporaneamente, per i campionati di classe D2 che prevedevano una minore elaborazione rispetto ai modelli di serie, l'Alfa approntò la 155 Ts D2 sulla base del motore 2.0 litri Ts 8v di serie. Con questa vettura prese parte al Campionato Italiano Superturismo ma il ritardo nei collaudi dovuta alla maggior concentrazione di sforzi sulla vettura per il DTM costrinse la casa del Biscione a saltare il secondo appuntamento del campionato. Nonostante questo il suo alfiere Grabriele Tarquini rimase in lotta per il titolo fino alla fine lottando contro Bmw e Peugeot.

Anche nel 1994 la V6 TI, in versione evoluta rispetto all'anno precedente, ottenne la maggior parte delle vittorie (11 su 20) nel campionato DTM senza però riuscire a conquistare il titolo che andò alla Mercedes-Benz con la nuova Classe C con la quale Klaus Ludwig si dimostrò più costante nel marcare punti ad ogni gara. Nella classe D2 l'impegno si allargava dal Campionato Italiano a quello Britannico BTCC e a quello spagnolo, il CET. Grazie all'omologazione stradale di un modello in serie speciale, denominata Silverstone in onore allo sbarco nel BTCC, dotata di appendici aerodinamiche regolabili, la 155 D2 poté usufruire dei vantaggi di questa soluzione e fu subito seguita dalle altre case che inizialmente tentarono di osteggiarla costringendola a non partire in un round del campionato inglese. A fine anno però Gabriele Tarquini e Adrian Campos si laurearono campioni nel BTCC e nel CET rispettivamente con 8 e 4 vittorie di manche e Antonio Tamburini giunse 2º nel Campionato Italiano con una vettura semi-ufficiale (6 vittorie).


Alfa Romeo 155 TS Silverstone

L'Alfa Romeo preparò per il 1995 una vettura praticamente nuova per il DTM, carica di tecnologia elettronica avanzata (come un sofisticato sistema ABS con sensore laser nel sottoscocca). Pe quanto riguarda le prestazioni della nuova 155 V6 TI, essa si dimostrò veloce in qualifica, ma era sovente penalizzata in gara proprio dalla sua sofisticazione, che la rendeva davvero poco affidabile. La sua livrea, passò dal rosso Alfa Romeo, all'eleganza del bianco Martini Racing. Nel tentativo di perfezionare questa vettura, la 155 D2 risentì della mancanza di sviluppo e dell'assenza di programmi ufficiali per le corse. Nel Campionato Italiano l'Alfa di Tarquini fu ritirata a metà stagione e il pilota utilizzato per gare spot negli altri campionati, tra cui BTCC e DTM. Nel campionato inglese, dopo le polemiche dell'anno precedente, corsero due 155 non ufficiali che non ottennero risultati di rilievo, mentre in Spagna continuò ad ottenere successi, a vincere il campionato questa volta fu Luis Villamil e ben figurarono anche gli altri piloti Alfa, Campos e Francia.

Nel 1996 – anno in cui il DTM si trasformò in ITC – la 155 V6 TI venne ulteriormente affinata dal punto di vista motoristico (con un nuovo motore V6 derivato dal motore V8 della Montreal, con angolo tra le bancate di 90º e potenza di 490 CV) e abbandonando un po' della sua troppo sofisticata elettronica, arrivò ad un soffio dalla vittoria nel campionato costruttori, perso per soli 9 punti all'ultima gara contro la Opel Calibra V6 4x4, nonostante l'Alfa avesse vinto più gare di tutti in quella stagione (10 su 26 di cui 7 con Alessandro Nannini) alla fine relegato al 3º posto in campionato dai troppi punti persi a causa di ritiri e della squalifica dalle due manche corse al Nurburging. Terzo quell'anno fu anche Fabrizio Giovanardi, pilota Alfa nel campionato italiano superturismo, che ottenne anche 2 vittorie. In quell'anno prese parte anche ad alcune gare del CET spagnolo dal quale l'Alfa si era ritirata ed ottenne 3 vittorie e 3 podi sulle 8 manche alle quali partecipò.
Il 1997 è l'ultimo anno di corse per la 155 nella categoria superturismo prima di passare il testimone al nuovo modello di casa Alfa, la 156. Chiuso il campionato ITC perché troppo costoso per le case automobilistiche (il DTM riprese solo nel 2000), l'Alfa Romeo poté concentrarsi sulla vettura D2 schierata dalla scuderia Nordauto. Nel campionato italiano con alla guida il pilota ormai punto di riferimento Fabrizio Giovanardi, l'Alfa 155 contese il titolo piloti ad Emanuele Naspetti con la ben più nuova BMW 320i, con 6 vittorie e altri piazzamenti sfiorò il titolo nel campionato costruttori che rimase aperto fino all'ultima gara. Contemporaneamente la partecipazione al campionato spagnolo portò a 3 vittorie di Giovanardi e 1 di Tamburini con la conquista di entrambi i titoli a fine anno. In Sudamerica, una 155 semi-ufficiale gestita sempre dalla Nordauto e pilotata da Osvaldo Lopez, a seguito di numerosi piazzamenti sul podio e della vittoria sul circuito di Londrina si classificò prima in campionato a pari merito con la Bmw di Oscar Larrauri. L'anno seguente confermò la competitività di una vettura ormai datata con il 3º posto sempre nel campionato sudamericano.

Storia

Lanciata per sostituire l'Alfa 75 (che, tuttavia, rimase in produzione nelle versioni "1.6 i.e." e "2.0 TD" fino alla fine del 1993), la 155 abbandonava lo schema classico delle medie Alfa Romeo (motore longitudinale e trazione posteriore, con cambio e differenziale in blocco al retrotreno, sospensioni a quadrilatero all'anteriore ed a ponte rigido de Dion al posteriore) per adottare una configurazione a trazione anteriore e sospensioni a 4 ruote indipendenti (del tipo McPherson all'anteriore ed a bracci tirati al posteriore).

 

Il pianale dell'Alfa 155

L'Alfa Romeo 155 adottava il pianale derivato dal progetto Tipo2, utilizzato già nel 1989 su vetture del gruppo Fiat-Lancia e successivamente nel 1994 anche per le Alfa Romeo 145, 146, Spider e GTV, ma migliorato, più rigido per essere in grado di sopportare le sollecitazioni di una potenza più elevata. I motori 4 cilindri 8 valvole Twin Spark della prima serie erano derivati dal 2.0 Twin Spark della 75 (bialbero Alfa Romeo), mentre i Twin Spark 16 valvole della seconda serie, denominati Pratola-Serra, erano di tipo modulare con basamento in ghisa derivati dai motori Fiat, mentre il 2.0 turbo 16v derivava dalla Delta HF e il 6 cilindri era lo storico V6 Busso 12 valvole Alfa Romeo. Aggressiva nelle linee, prova ne furono lo sbalzo anteriore della carrozzeria, e la coda massiccia. I gruppi ottici anteriori erano molto stretti simili alla 75, la linea di cintura alta e le fiancate percorse da profonde scalfature di alleggerimento come la 164, che riuscirono a conferirle la proverbiale linea a "cuneo", lo stile della vettura fu disegnato da Ercole Spada. Gli interni molto sportivi furono affidati a Walter de Silva (che collaborò insieme ad Ercole Spada per il successivo restyling della vettura), conferendole una posizione di guida ottima. La 155 dell'Archivio Storico Alfa Romeo è un esemplare importante, perché è stata l'ultima Alfa Romeo a montare lo storico motore bialbero, in particolare i Twin Spark 1.7 e 1.8 furono in dotazione solo alla 155.

Prima serie 1/1992-3/1995

Presentata in anteprima mondiale a Barcellona in gennaio, e definitivamente nel mese di marzo del 1992 presso il Salone dell'automobile di Ginevra, la 155 era inizialmente disponibile in 4 differenti versioni, tutte con motore a benzina.

Due erano mosse dai 4 cilindri bialbero Twin Spark, dotati di alimentazione a iniezione e variatore di fase, di 1773 cm³ (126 CV) e 1995 cm³ (141 CV), mentre le altre due erano rispettivamente la versione "V6", spinta dal classico V6 Busso ad iniezione di 2492cc da 163 CV, e la "Q4", dotata di trazione integrale ed equipaggiata con un 1995cc turbo 16v da 192 CV derivato dalla Lancia Delta Integrale.

Nel 1993 la gamma venne completata con l'introduzione della versione "Twin Spark 1.7" e da due versioni sovralimentate a gasolio, la "1.9 TD" e la "2.5 TD". La "Twin Spark 1.7" (che sostituì la Twin Spark 1.8 base del 1992) differiva dalla "Twin Spark 1.8" per lacilindrata leggermente ridotta (1748 cm³), per l'assenza del variatore di fase, per la potenza inferiore (115 CV), per i paraurti neri e gli allestimenti semplificati. La "1.9 Td" era spinta dal noto 4 cilindri turbo FIAT di 1929 cm³ da 90 CV ed era identica per esterni e allestimenti alla "Twin Spark 1.7", mentre l'altra era mossa da un 4 cilindri turbo, della VM Motori, di 2499 cm³ da 125  CV (derivato dalla 164), aveva lo stesso allestimento della Twin Spark 2.0. In più ora tutte le versioni ad eccezione di quelle basi, riprendevano la calandra e gli specchetti in tinta come la Q4. Nel 1994 venne commissionata a Franco Sbarro la creazione di una versione Sport Wagon della 155. La vettura era basata sulla versione Q4 a cui era stato inserito un body kit Zender. Presentata al Salone dell'automobile di Ginevra, la vettura non superò lo stato di concept car.

A partire dal 16 giugno 1993 vengono poste sul mercato le Twin Spark 1.7 e 2.0 con cambio automatico. A partire dal Marzo 1995 la versione più accessoriata della 2.0 viene sostituita dalla 2.0 16 Valvole con cambio automatico, la 2.0 8 Valvole con cambio automatico rimane solo nella versione "L" che comprendeva solamente gli specchietti retrovisori elettrici, l'aria condizionata e un quadro strumenti sportivo. Inoltre in Giappone la 2.0 automatica veniva commercializzata solamente nella versione Q4.


L'Alfa Romeo 155 Silverstone


La 155 Silverstone vista posteriolmente

Nel 1994 venne presentata la 155 Silverstone (in Gran Bretagna con il nome di Formula), che nasce per essere iscritta al BTCC e anche per il lancio della 155 seconda serie che avverrà a dicembre dello stesso anno. Venne prodotta in 2.500 esemplari da gennaio 1994 a dicembre 1995. Fu disponibile solo in tre colori rosso, grigio e nero, ed utilizzava gli stessi interni allestiti per la 155 Q4, ma esternamente si presentava con un alettone sul baule e con uno spoiler nel paraurti anteriore (soggetto a particolare usura), e cerchi in lega di 205/50 per 15 Pollici o anche di 205/45 per 16 Pollici. La 155 Silverstone ha un codice che porta solo lei a differenza dalle altre 1.8, il suo codice è "167A4E" e differiva di cavalli da 126 (1.8 normale) a 130 (1.8 Silverstone) Il prezzo di vendita della Silverstone si aggirava sulle 31.600.000 Lire.

La prima serie comunque resterà in produzione fino al 3/1995 in versioni "base, L e S" e fino al 1997 come versione su ordinazione, in quanto già dal 12/1994 vi era in produzione la seconda serie. Dal 1/1995 riprendeva lo scudetto cromato della seconda serie anche con la calandra a filo, invece in tinta con la carrozzeria divenne optional.

La 155 TI.Z e GTAZ

Nel 1993 venne sviluppata la 155 Zagato in versione TI.Z (Twin Spark) e GTAZ (Q4) Tali versioni differivano dalla normale serie per le carreggiate allargate, uno spoiler da gara sul baule e dei paraurti più sportivi ed aerodinamici, la TI.Z venne prodotta in due versioni in quando vi era la 2.0 Twin Spark da 170cv prodotta dal 1993 al 1995 e la 2.0 Twin Spark 16v da 190cv prodotta dal 1995 al 1997. La GTAZ invece derivava dal Q4 ma con una potenza di 215cv Inoltre dal 1995, con la nascita della 155 seconda serie le due versioni riprendono lo scudetto della calandra cromato e le nuove luci di direzione laterali abbandonando quelle tipiche della prima serie di forma appuntita. Anche se non vi era traccia nei listini italiani ne vennero creati 6 esemplari in Italia su richiesta. Il resto della produzione vi era per i mercati della Germania e Giappone. In Giappone ne venne anche prodotta una versione su richiesta GTA-Z con motore 2.5 V6 220cv

Seconda serie 12/1994-12/1997

Dal Dicembre 1994 il modello fu sottoposto ad un sostanziale restyling, affiancandosi con la prima serie fino al marzo 1995. Il restyling interessò numerosi dettagli estetici, tra cui i paraurti (ora in tinta con la carrozzeria su tutte le versioni), i parafanghi (allargati sia sull'anteriore che sul posteriore), e lo "scudetto" Alfa Romeo della calandra anteriore, che divenne cromato ( optional in tinta con la carrozzeria ) e sviluppato in profondità, con la griglia della versione Q4. Venne cambiata anche la collocazione dei loghi "155" che da in alto a sinistra del logo Alfa Romeo vennero collocati poco al di sotto i gruppi ottici posteriori (Caratteristica che la contraddistingue dalla prima serie, in particolare nelle Twin Spark ora viene prima la cilindrata ad esempio di Twin Spark 1.8 che diventa 1.8 Twin Spark, fanno eccezione però le versioni per la Polizia poiché vengono collocati come la prima serie ma a destra). Anche gli interni subirono alcune lievi modifiche: la strumentazione venne ritoccata, così come alcuni dettagli della plancia e della tappezzeria, e i poggiatesta schiumati e forati tipici della prima serie vennero abbandonati in favore di un design più classico ed ergonomico. Per quanto riguarda i motori, il 2000 Twin Spark ad 8 valvole venne dimezzato, scomparendo dai listini, lasciando il posto - nella produzione di serie - ad una nuova unità di 1970 cm³ , sempre con doppia candela e variatore di fase, ma con una testata a 16 valvole e una potenza di 150 CV. Nonostante fossero stati rimpiazzati dai più recenti Pratola Serra Twin Spark dotati di 4 valvole per cilindro, l'Alfa continuo' a montare i bialbero Twin Spark di 1748 cm3 (115 CV), 1773 cm³ (126 CV) e 1995 cm³ (141 CV) all'interno delle nuove scocche, dando vita a pochi esemplari "ibridi", denominati "model year 1995", che vennero prodotti fino al 1997 con la dicitura Twin Spark , senza la presenza del logo 16v. Queste (assieme alle auto dotate del 2000 Twin Spark prima serie), furono le versioni più utilizzate dai privati per alcune elaborazioni sportive. L'Alfa decise inoltre di assegnarne parte alle forze dell'ordine. Nel 1996 la gamma propulsori venne rinnovata anche per le altre cilindrate; furono quindi introdotti i nuovi Twin Spark 16 valvole sia di 1598cc (120 CV) che di 1747cc (140 CV), strettamente imparentati con l'unità da 2.0 litri.